24 Ago
Professione Personal Trainer

Professione Personal Trainer

La professione del Personal Trainer è esplosa in Italia da diversi anni ma, essendo poco regolamentata in Italia, c’è ancora molta confusione sul ruolo e sulle sue competenze di un allenatore personale.

Chi è il Personal Trainer e come lavora?

Il personal trainer è una figura professionale che si occupa della preparazione di allenamenti studiati in base alle necessità di un cliente.

Prima di realizzare un piano di allenamento personalizzato, il professionista valuta la condizione fisica di partenza del proprio cliente attraverso esami fatti con strumenti di valutazione e test motori.

Ad oggi, i principali strumenti usati per l’analisi iniziale sono il bioimpedenziometro e il plicometro:

  • La tecnica della bioimpedenziometria serve a valutare parametri importanti ai fini della pianificazione dell’allenamento come acqua corporea, massa magra e massa grassa.
  • La tecnica della plicometria serve invece a misurare il grasso sottocutaneo e consiste nella misurazione dello spessore delle pliche cutanee mediante l’utilizzo del plicometro, dalle quali si può fare una valutazione/stima del grasso sottocutaneo.

Compiute queste operazioni, il personal trainer si occupa delle valutazione della forza, della resistenza e della flessibilità del cliente attraverso opportuni esercizi o test motori.

L’insieme di questi dati è essenziale per conoscere il soggetto e preparare un allenamento realmente personalizzato, basato sulle sue capacità fisiche.

Oltre ad una valutazione preliminare, questi test servono, dopo il primo periodo di allenamento, a verificare i progressi e i risultati ottenuti e capire se sia necessario intensificare o depotenziare la portata del lavoro.

All’allenamento è necessario integrare nel proprio stile di vita anche una sana e corretta alimentazione.

A questo proposito, è errato pensare che il Personal Trainer possa occuparsi anche di questo aspetto. Infatti, pur essendo una figura professionale qualificata, non possiede le conoscenze adeguate e le competenze per preparare diete, le quali attengono esclusivamente a nutrizionisti e dietologi.

Per aiutare il cliente a raggiungere i propri obiettivi in modo sano ed equilibrato può, invece, collaborare con un nutrizionista.

Di solito un programma di allenamento con Personal Trainer prevede sedute di Personal Training che si possono svolgere in palestra o a domicilio, a seconda degli obiettivi e delle necessità del cliente.

Le sedute vertono principalmente sulla spiegazione tecnica degli esercizi, sulla correzione degli errori e sull’insegnamento di tutti quei principi che rendono un allenamento efficace.

Il vero obiettivo del Personal Trainer infatti deve essere quello di educare il suo cliente ad un nuovo stile di vita basato sull’esercizio fisico, oltre a fargli raggiungere i propri obiettivi.

Quanto detto finora riguarda il metodo di lavoro per programmi di lavoro per migliorare la forma fisica dal punto di vista estetico, per approfondire questo argomento qui trovi un esempio di come lavora un Personal Trainer.

Tra le attività di un Personal Trainer rientrano però anche la ginnastica posturale e l’allenamento funzionale, per le quali ovviamente varia anche la metodologia di lavoro.

Una persona con mal di schiena che dovrà “curarsi” attraverso una ginnastica posturale personalizzata, non farà esami della composizione corporea bensì una valutazione posturale per capire quali sono le cause della postura alterata e del mal di schiena

Una persona che sceglie di fare allenamento funzionale probabilmente avrà come obiettivo finale il miglioramento della propria funzionalità e della propria performance, per cui la valutazione iniziale verterà principalmente su test fisici e di performance da ripetere a cadenze prefissate per verificare i miglioramenti.

Come diventare Personal Trainer?

Quando si parla di questa professione specifica, è bene sottolineare che, in Italia, il settore non è ben regolamentato.

Basandosi su questa premessa, dunque, chiunque può intraprendere questa professione, sia chi possiede una laurea in scienze motorie ma anche chi frequenta corsi o scuole di formazione riconosciute dal CONI le quali consentono agli aspiranti allenatori di ricevere un brevetto.

Tuttavia, il professionista che possiede una laurea in scienze motorie, conseguita al termine di un percorso di studi di cinque anni, avrà sicuramente più competenze e credibilità di chi si è limitato a frequentare un corso durante il weekend della durata di poche ore.

Non essendo necessarie particolari certificazioni/autorizzazioni da parte dello Stato, per esercitare la professione, occorre esclusivamente essere liberi professionisti con regolare partita IVA e assicurazione. È bene diffidare, dunque, di chi ne è sprovvisto ed esercita la professione in maniera abusiva.

Un professionista che investe qualitativamente nel suo lavoro si impegna anche per regolamentare la propria attività affinché sia riconosciuta legalmente.

Di conseguenza, per quanto concerne questo aspetto, è fondamentale assicurarsi che l’allenatore sia possessore di partita IVA a garanzia della sua professionalità e onestà in ambito lavorativo.

L’assicurazione, invece, permette di proteggere il professionista e il cliente in caso di infortuni avvenuti durante gli allenamenti.

Cosa differenzia un allenatore personale da un istruttore Fitness o di sala pesi?

L’ istruttore fitness si occupa di allenamenti di gruppo, il Personal Trainer di allenamenti individuali e personalizzati.

Questo aspetto viene spesso sottovalutato ma, come suggerisce il nome stesso, il personal trainer (=allenatore personale), è un allenatore individuale.

Esistono istruttori che, definendosi Personal Trainer, vendono allenamenti di gruppo a comitive di persone specificando erroneamente che tali allenamenti hanno gli stessi benefici di un allenamento individuale.

Questa tipologia di lavoro diventa molto profittevole per il personal trainer che guadagna cifre più alte per un’ora di lavoro, avendo a che fare con più persone contemporaneamente, ma svantaggiosa per i clienti perché gli allenamenti di gruppo si possono fare tranquillamente in palestra con un istruttore, pagando semplicemente l’abbonamento in palestra, dunque non ha senso spendere una cifra extra per allenarsi in gruppo con un Personal Trainer, a meno che non si voglia evitare la palestra.

Quanto costa un Personal Trainer?

Al momento della scelta dell’allenatore, bisogna considerare con attenzione anche un ultimo e fondamentale parametro: il costo.

Infatti, anche in questo caso, il prezzo deve essere proporzionato alla qualità del lavoro da lui svolto e al livello della sua preparazione.

Dunque, è importante capire quali siano i prezzi più ragionevoli per questo genere di prestazione.
In generale i costi non dovrebbero essere più bassi di 35 euro e più alti di 70-80 euro.

Investire continuamente in corsi di formazione, attrezzature e sostenere costi di gestione dell’attività come affitti per studi o palestre, non permette ad un Personal Trainer di vendere il proprio servizio a meno di 35-40 euro a seduta, di conseguenza chi applica tariffe più basse probabilmente non ha i costi di gestione che chi vuole svolgere un lavoro di qualità deve avere.

Tuttavia è errato pensare che un personal trainer che propone al cliente prezzi superiori ai 70-80 euro abbia investito economicamente una cifra che possa giustificare tale tariffa oppure che proponga prestazioni qualitativamente più elevate di altri colleghi che operano nello stesso ambito.

Questo prezzo, infatti, risulta comunque eccessivo a fronte di qualsiasi spesa pregressa e dell’impegno personale e professionale che lui impiega per svolgere la sua professione.

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